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mercoledì 19 giugno 2013

Il mio scritto di italiano, come è andata la mia prima prova


Non è andata benissimo, ma nemmeno malissimo. Nella prima prova, quella d'italiano, ho preso 9/15, che è un po' un 5 e mezzo.

Speravo di più, ma solo perché mi piaceva leggere e scrivevo sul giornalinodel liceo. Ovviamente leggere non faceva di me un bravo scrittore di temi, lo so.

Era l'estate del 2007, c'era appena stata la riforma e la commissione d'esame era metà interna e metà esterna. La prof di italiano era interna. Meglio così, ho pensato, perché tanto la matematica è la matematica e la fisica è sempre la fisica, ma italiano (e storia, e filosofia) dipende da chi te lo insegna... illuso.

mercoledì 12 giugno 2013

Il vecchio e il Mare 2, la vendetta dell'Oceano

Il vecchio e il Mare, la vendetta dell'Oceano, idea per un film

Futuro prossimo, le acque fuori da cuba invase da branchi di Marlin Zombie. Un solo uomo, Santiago, è in grado di fronteggiarli. Peccato che sia morto da decenni... che sia il caso di resuscitarlo?

domenica 17 marzo 2013

Berlusconi ha rubato gli occhiali a Jeffrey Lebowski

Ecco la mia ricostruzione dei fatti:

1- Il Drugo, Jeffrey Lebowski, scopre che qualcuno gli ha rubato gli occhiali.


2- I sospetti ricadono su Silvio Berlusconi.


3- Il Drugo, a questo punto, ripensa ai suoi occhiali...


4- Non ci sono dubbi, quelli sono proprio gli occhiali del Drugo. Quest'aggressione non può essere tollerata. Così il Drugo chiama Walter, si incontrano al bowling e gli spiega la situazione. Donnie ascolta.

5- Walter risolve la situazione.


venerdì 22 febbraio 2013

Lolito, il nuovo libro di Luttazzi

La mia faccia quando l'edicolante ha tirato fuori la copia che gli avevo chiesto di mettere da parte



















La mia faccia quando ho iniziato a leggere il libro

martedì 11 dicembre 2012

Momenti belli persi

(incipit)

Dall'alto di una scogliera battuta dal vento un pinguino imperatore ammira il mare scuro e inospitale che lava le coste sassose gremite di altri pinguini. Guarda l'acqua agitarsi, come se avesse un appuntamento che non può perdere e non si capacita di come il tempo stia passato anche per lui. Guarda verso l'orizzonte e pensa "qui, una volta, era tutto ghiaccio".
Ma non importa più. E si tuffa lo stesso.





martedì 13 novembre 2012

Passeggiando per Venezia - Case famose

Almeno una volta al giorno vedo le seguenti scritte:

In questa casa ha vissuto Carlo Goldoni. (abitiamo nella stessa calle, praticamente)

In questa casa ha vissuto Alessandro Manzoni. (in un Campo in cui passo ogni giorno per andar a lavoro)

In questa casa ha vissuto Lord George Gordon Byron. (lungo il Canal Grande, davanti a San Tomà)

In questa casa ha vissuto Gabriele D'Annunzio (lungo il Canal Grande, poco oltre il ponte dell'Accademia).


Visualizza Case Veneziane in una mappa di dimensioni maggiori

Vivendo io ora a Venezia penso che un giorno metteranno una lapide pure sopra lo stipide della porta della casa in cui ho abitato. Qui visse Andrea H. Sesta - Pirata lebowskiano - 1988 -21**.

Immagino che per caso un bambino ci passerà davanti e si domanderà "Chi era quell'H.?" Così tirerà fuori il suo iphone50 e controllerà: "un blogger che ogni tanto faceva l'elenco di tutti quelli che vedeva mentre andava a lavoro".

Va bene così.

giovedì 11 ottobre 2012

Senza perdere la memoria


Post apparso su Finzioni Magazine

Lettualità edizione speciale – Ricordando Ernesto Guevara della Serna, a 55 anni e 3 giorni dalla sua morte (per assassinio) tramite ricordi personali

Ho conosciuto Che Guevara per finta, quando guardavo la televisione con i miei forse durante la trasmissione La posta del cuore. Sabina Guzzanti lo imitava. Era il 1998. Quando chiesi ai miei genitori chi fosse Che Guevara mi dissero “Un rivoluzionario cubano”. Ok, ma come fai a riassumere Ernesto Guevara in tre parole? Certo, rivoluzionario, medico, politico, ma anche scrittore e, soprattutto, vorace lettore. Non è questo il posto per un ricordo politico, del Che, ma mi piace ricordare come fosse un appassionato grafomane e, nei suoi limiti, un intellettuale.

È una cifra ricorrente in molti pensatori di sinistra. Dopo la Bibbia e la saga di Harry Potter, il Libretto Rosso di Mao è il libro più letto (e stampato). Ma pensiamo anche al Che Fare di Lenin, o a Il Manifesto, di Marx e tutta la produzione dei Wu Ming. E poi, mano a mano che ci si sposta verso il centro e lo si scavalca, la qualità cala drasticamente: Walter Veltroni, ad esempio.
Tre ricordi del Che, tramite altrettanti libri.

Stavo con una ragazza, qualche anno fa, che aveva regalato ad un suo amico Diario in Bolivia, ma il suo amico già ce l'aveva così me lo sono preso io. Ovvero gli appunti che Guevara scrisse in Bolivia negli ultimi sue due anni di vita, prima che fosse tradito e ammazzato. Non è certo il suo miglior libro, ma è molto intimo (in fondo era pur sempre il suo diario). Molti giorni si susseguono come un elenco di mansioni distribuite tra i suoi sottoposti, ma quelle piccole riflessioni e il senso tragico di una fine imminente, ogni tanto affiorano e lasciano intravedere un futuro tenebroso.

L’estate prima un mio collega mi prestò Senza perdere la tenerezza, che è un librone in cui Paco Ignacio Taibo II scrive la biografia del Che. Probabilmente è il testo più accurato mai scritto, con migliaia di riferimenti ai documenti personali, lettere, diari, appunti, corrispondenza con Fidel Castro, con sua moglie e via dicendo. Alcuni dicono che sia un testo abbasta di parte, ma cosa non lo è quando si parla del Che? Dal libro apprendiamo anche cose un po' stupide, ad esempio quando era convinto che mischiando l'acqua dolce (quella poca che gli era rimasta) con dell'acqua salmastra si potesse ottenere altra acqua dolce. Non so, questo particolare mi ha lasciato un po' stupito… Ernesto era un medico, come poteva credere a questa stupida diceria? Eppure la guerriglia era anche quello. Apprendiamo anche fatti molto più importanti: Che Guevara leggeva molto Sartre, ma anche Dante. E teneva appunti su appunti.

Ultimo ricordo, l’estate scorsa, mentre ero a Londra. Sono partito con due libri, il primo era Il Grande Sonno, l’altro era Latinoamericana (ne ho parlato qui) che narra del viaggio che Ernesto e il suo amico Alberto fanno attraverso il Sud America, dall'Argentina al Venezuela. Ho letto del libro, dovo aver già visto il film. Quando Alberto Granado è morto, un paio di anni fa, ricordo che ero a casa di un'amica e mi è arrivato un sms di Michele Danesi: "Alberto Granado è morto". Ed è molto triste.
Guardate che scrisse Calvino, quando seppe della morte di Ernesto (si erano conosciuti qualche anno prima):
Qualsiasi cosa io cerchi di scrivere per esprimere la mia ammirazione per Ernesto Che Guevara, per come visse e per come morì, mi pare fuori tono. Sento la sua risata che mi risponde, piena d'ironia e di commiserazione. Io sono qui, seduto nel mio studio, tra i miei libri, nella finta pace e finta prosperità dell'Europa, dedico un breve intervallo del mio lavoro a scrivere, senza alcun rischio, d'un uomo che ha voluto assumersi tutti i rischi, che non ha accettato la finzione d'una pace provvisoria, un uomo che chiedeva a sè e agli altri il massimo spirito di sacrificio, convinto che ogni risparmio di sacrifici oggi si pagherà domani con una somma di sacrifici ancor maggiori.
Guevara è per noi questo richiamo alla gravità assoluta di tutto ciò che riguarda la rivoluzione e l'avvenire del mondo, questa critica radicale a ogni gesto che serva soltanto a mettere a posto le nostre coscienze.
Ma è così, il tempo passa e fermalo se puoi! L'importante, dunque, è non perdere la memoria.

mercoledì 25 aprile 2012

The Avengers

Domenica sera sono andato a vedere il film di Woody Allen, To Rome with love, e mi ha fatto abbastanza schifo. E con "abbastanza" intendo DEFE e con "schifo" intendo CARE. Ne ho parlato qui.

Avevo bisogno di rimediare al dispiacere e visto che oggi è uscito The Avengers e sono abbastanza un appassionato dei supereroi della Marvel, allora sono andato a vederlo con la Raffa.



È una figata di film. Ero curioso quindi sono andato a vederlo in 3D, e fa la sua porca figura. Ma credo che anche in 2D non sia male: perché ha una trama strutturata, ci sono delle battute divertenti e un sacco di colpi di scena. Non vi dico la battuta migliore, ma sappiate che c'entra anche il Signore degli anelli.

Ah, avete visto la versione del '78? Molti LOL.

Scarlett è bellissima nel ruolo della Vedova Nera. Robert è molto carismatico ed è il solito fico come Ironman. Gli altri sono tutti boom e bang e ipermuscolosi va benissimo così. E poi c'è Samuel L. Jackson con una benda sull'occhio che fa Nick Fury e ciao...

Se avete un culo, The Avengers ve lo spaccherà. Se avete un culo grasso, The Avengers ve lo smagrerà e poi ve lo spaccherà.

p.s. Buona liberazione dal nazifascimo. Buon 25 Aprile!

lunedì 20 febbraio 2012

Sì, ok

È da fine anni 80 che mi dicono che dovrei essere più costante, ma ho come il sospetto che questa volta ci siamo. Signore e signori, il mio nuovo blo.

giovedì 19 gennaio 2012

I Lava Lava Love a Milano


Sono anche felice di potervi dire che i Clash sono fan accaniti dei Muppets. (Mi hanno persino chiesto se avevo degli affanci per farli andare allo show.) Il loro beniamino è Kermit, una scelta piuttosto ovvia, se proprio ve lo devo dire: io sono un fan dell’orso Fozzie. (Lester Bangs – Guida ragionevole al frastuono più atroce)

Sono arrivato a Milano in treno con un amico e prima di andare al concerto ho mangiato una pizza con un altro amico e abbiamo continuato a bere della birra fino a che il tipo della sicurezza del Rocket mi ha detto che non potevo stare fuori con il mio black russian così mi sono scusato, perché so che non è che lui vuole rompere le palle e così l’ho finito di corsa perché gli altri erano fuori e non volevo perdermi nulla dell’atmosfera che si era creata.


Sì, è un po’ il motivo principale. Forse l’unico. Almeno il motivo che ogni volta mi fa dire “ascoltali” e li ascolto. Li ascolto perché mentre suonano qualcuno da qualche parte dentro i miei neuroni preme il pulsante GIOIA e quindi, come d’incanto, divento felice. Il che è un bene, secondo me.

I Lava Lava Love hanno suonato al Rocket martedì sera, diciamo che hanno suonato prima delle 11 e non ricordo di preciso l’ora perché non giro con l’orologio ma vi posso dire che non mi sono perso una nota e tutti gli altri fan che non hanno smesso di filmare il concerto posso testimoniarlo.

Hanno suonato anche TRE INEDITI e una cover, ma andiamo con ordine, per quanto possibile. Mi sembra che la prima canzone fosse An Invitation, ma non ci giurerei, di sicuro l’ultima è stata Winona e ci sono anche state tre canzone nuove che non si possono sentire da nessuna parte, né nell’EP, né nel nuovo CD di remix, chiamato Remixes. E secondo me è questo è triste, perché mi sono piaciute, specialmente la terza canzone inedita. La terza canzone faceva tum tum tam tam tuun e poi la chitarra suonava e la voce della Flo diventa blu, nella mia testa e vibrava fino a scoppiare in giallo.

Ero lì con degli amici e ho visto gente che un po’ conoscevo già su twitter (quante belle persone nella vita offline!) e quando li vedevo loro sorridevano e anch’io sorridevo e il sorriso vibrava nell’aria, forse grazie alla batteria ma anche, penso che fosse l’atmosfera generale a renderci  felici. Non so come la pensiate voi ma anche chiamarsi con i nickname non è sbaglaito, al concerto dei Lava Lava Love.

Anche perché per una canzone, Sparking Wine, Dietnam ha detto “vi ricordate che vi ho detto di portare cellulophoni e reflex?” o qualcosa di simile e mentre annuivamo lui ha detto “con i vostri video ci facciamo il prossimo videclip nostro.” “Qualcuno vuole salire sul palco?” È salito Ema, se ben ricordo, e anche Martino e il Vanni. Così da avere più prospettive, per il video. Bella idea.

Un’unica mente che elaborava informazioni alla velocità del suono che i Lava Lava Love creavano, una mente appagata sessualmente, direi, mentre ascoltava la calde voci di Flo e Vitto che secondo me cantano molto bene e se dovessi dirvi a chi somigliano non saprei ma vi posso dire quel che provo che è come quando ho finito di correre ed entro in doccia e l’acqua calda aderisce piacevolmente al mio corpo stanco. Le loro voci sono acqua calda!

Mentre sorrido e ascolto un’amica mi scrive “anche te qui?” e io non la vedo e le chiedo “dove sei?” e lei era proprio dietro. Piccolo il mondo. Lei mica li conosceva i Lava Lava Love ma va spessissimo al Rocket, roba che il tipo della sicurezza alla porta, quello che non mi ha fatto uscire con il black russian, la chiama per nome e si chiedono come va la vita. La mia amica si è comprata il cd, il cd dei remix e anche l’ep e non li conosceva. Questo perché i Lava Lava Love ti stupiscono, quando suonano dal vivo. Come quei vermi che entrano nell’intestino, i Lava Lava Love ti entrano nel cuore e si espandono in tutto l’apparato affettivo.

Poi hanno suonato Material Girl, la canzone di Madonna che canto tutte le volte che mi taglio le unghie. Se fossi stato meno compresso, perché al Rocket c’era tanta gente e muoversi era difficile, avrei saltato di più perché a me anche quella canzone piace e loro non so come devono averlo saputo in giro e ciao il sorriso di prima era caduto per terra ed è cresciuto un albero di sorrisi e tutti quelli che c’erano dicevamo “che bravi i Lava Lava Love che fanno crescere alberi di sorrisi.” Anche con questo freddo e questa nebbia.

Quando hanno detto che stavano per suonare l’ultima canzone, perché sarebbe toccato ai Wemen ho pensato che non era giusto. Ma il cd ce l’ho e pure l’EP quindi ho capito che avrei saputo tranquillamente aspettare fino al prossimo live.

Fuori, dopo che avevo bevuto il mio black russian di corsa, sono riuscito a passare al cerbero della sicurezza con un mojito nascosto sotto la giacca (grazia a shanpu e littlemissdidi) ho parlato con gli altri amici e avrei un po’ avrei voluto abbracciarli e anche gli altri, secondo me, ma non l’abbiamo fatto perché avevamo come l’idea che ad abbracciarci avremmo dovuto cedere un po’ dell’energia che i Lava Lava Love ci avevano passato. A ben pensarci ci siamo sbagliati.

Uno magari si fa fermare dal freddo, dalla nebbia, dai soldi però sono cose che dopo il concerto dei Lava Lava Love dici “che si fottano perché di sì” non saprei, magari parlano le endorfine però è vero, dai.

E poi erano vestiti di rosso, tranne la Flo che aveva la bandiera del Regno Unito, come quella Spice Girls. La Flo vendeva i CD (andati esauriti, mi dicono la regia) mentre Dietnam era fuori a chiacchierare con i suoi amici così da scoprire anche quanto era alto o meno rispetto ad una ragazza che è arrivata fino da Monfalcone per ascoltarli (a proposito dei livelli di isteria che alcuni fan dei Lava Lava Love raggiungono – gira voce di un’altra ragazza che sia stata a più concerti del loro tastierista – penso si potrebbe scrivere un libro con cui vincere un Nobel per la scienza e uno per la letteratura e poi ci si potrebbe fare un film così avvincente, magari anche un documentario, da vincere Cannes e l’Oscar nello stesso anno e poi gli scienziati della NASA potrebbero addirittura volerlo spedire nello spazio per far capire al resto dell’universo che la vita emotiva sulla Terra ha raggiunto delle vette altissime).

Uscito dal concerto ho controllato twitter e Fabio mi aveva scritto di parlare dei concerto de i Lava Lava Love su Blind Bend e questo post è il meglio che sono riuscito a fare. Prima però ho declinato un’offerta molto interessante e solo saltato su un taxi perché all’Old Fox c’erano degli amici che bevevano e Viola aveva la mia sciarpa e sono andato a salutarli, bevendo insieme.


post apparso qui